Nettuno Giovani

 

Provinciale Under 16 Romagnano 2009

Se nel 2005, quando abbiamo promosso con Guillermo Agostini l’attività giovanile, ci avessero detto che nel 2009 avremmo avuto 36 tessere Junior, 27 partecipanti al campionato provinciale U16, sei campioni provinciali, 17 qualificati di diritto ai campionati nazionali, ci saremmo fatti una grande risata.
Eppure è così.
Il merito di tutto questo è naturalmente dei ragazzi.
È merito di Teodora la nostra “principessa”, classe 2002. Ha cominciato a fare tornei all’età di 4 anni, è alla sua terza esperienza al provinciale e per la seconda volta è campionessa provinciale U8. L’estate scorsa si è classificata ottava ai nazionali a Merano. Vederla alla scacchiera in ginocchio sulla sedia nell’atto di allungare la mano e catturare un pezzo avversario è uno spettacolo.
È merito di Daniele, classe 2001. Viene al circolo saltuariamente da due anni e si lamenta ogni tanto perché lui, uno dei più piccoli, “perde sempre” con i più grandi… salvo poi confermarsi campione provinciale U8 per due anni consecutivi. Ah se si facesse vivo qualche volta di più…
È merito di Alessia, classe 2000, che si siede alla scacchiera con una concentrazione ed una determinazione fuori dal comune. Non dà nessuna mossa per scontata, sa usare adeguatamente il tempo a disposizione e di conseguenza dà  il meglio nelle partite a tempo lungo. L’anno scorso è stata campionessa provinciale U8, si è classificata quinta ai nazionali a Merano. Quest’anno è campionessa provinciale U10.
È merito di Luca, classe 1999. Quando quattro anni fa è venuto per la prima volta al circolo si è nascosto dietro al muro dicendo che non voleva entrare, poi è diventato uno dei più assidui frequentatori. Ha perso stoicamente una quantità innumerevole di partite (come tutti gli scacchisti alle prime armi sono destinati a fare), è migliorato costantemente e quest’anno è campione provinciale U10.
È merito di Caterina, classe 1998. Agonismo allo stato puro. Si impegna al massimo nei tornei “ufficiali”, se la gioca alla pari con tutti i coetanei, ha la capacità di far “impazzire” qualsiasi istruttore che tenti di disciplinarne “l’estro creativo”. Campionessa provinciale U10 nel 2008. Quest’anno è campionessa provinciale U12.
È merito di Andrea, classe 1997. All’età di 3 anni si è appassionato ai pedoni, ai cavalli e agli scacchi in generale fino al punto di chiedermi continuamente di fare partite con lui e di giocare contro se stesso per ore in partite solitarie. Non gli piace perdere (come a tutti del resto, ma a lui un po’ di più). Quando vince poi trova spesso comunque motivo di insoddisfazione (l’ultima volta si è lamentato delle dimensioni delle coppe). Sulla scacchiera è aggressivo ma ha la capacità innata di mantenere posizioni equilibrate difficilmente scardinabili dagli avversari. Più volte campione provinciale negli anni scorsi, quest’anno è campione provinciale U12. A 10 anni ha conseguito  la categoria 3N (terza nazionale). Al recente torneo “Città di Trento” è giunto 6° nell’ Open B.
È merito di Stefan, classe 1997. La prima volta che l’ho visto giocare a sei anni mostrava già una determinazione ed una concentrazione da giocatore di torneo. È il teorico del gruppo, sempre pronto a giocare nuove aperture e varianti. È anche generoso, sempre pronto a dare spiegazioni a chiunque. Al recente città di Trento ha giocato alla pari con tutti gli altri giocatori (adulti compresi) ed ha raggiunto l’obiettivo di ottenere la qualifica di 3N.
È merito di Sakib (un altro cui non piace per niente perdere). Dopo aver perso al quarto turno con Andrea aveva i lacrimoni. Ha ritrovato chissà come concentrazione e rabbia sufficiente per chiudere al terzo posto nell’U12, un risultato per lui, che frequenta il circolo solo da quest’anno, inaspettato.
È merito di Antonio, Simone, Marco, Riccardo, Gianluca, Stefan, Mattia, Alessio, Filippo, Lorenzo, Giacomo, Alessandro, il gruppone degli U12. Sono cresciuti insieme negli anni, hanno formato un gruppo competitivo che si stimola reciprocamente e che fa da traino a tutti gli altri. Sono talmente cresciuti che nove di loro si sono piazzati nei primi dieci posti in classifica nell’U12 maschile, il torneo più competitivo con 33 partecipanti.
È merito di Matteo che alla prima esperienza è giunto terzo negli U8. Non ha preso la medaglia che forse si aspettava ed è andato a casa con il dubbio di non essere portato per gli scacchi perché perde sempre da quelli “grandi”. Avrà tempo di capire che vincere o perdere è relativo, che “la bellezza del gioco sta nel giocare”, nel confrontarsi prima che con l’avversario con se stessi. Le vittorie non dipendono solo da noi, dipendono soprattutto dalla bravura dell’avversario. Giocando ogni volta si migliora, si acquisisce esperienza che si metterà a frutto le volte successive.
Potrei continuare a lungo, tante cose ci sarebbero da dire. Solo un’ultima riga per Vasco.
Si, è merito anche di Vasco.   Ha cominciato a frequentare il circolo quest’anno per imitazione dei compagni di classe. Anche lui ha perso una quantità enorme di partite al circolo. È migliorato costantemente. Nell’U10 ha vinto 4 delle prime 5 partite. L’ultima l’ha persa giocando in prima scacchiera con Luca che, giocando da 4 anni, di partite ne ha perse decisamente molte più di lui. Ha chiuso ad un passo dalla qualificazione per i nazionali. Anche per Vasco come per tutti gli altri è sempre e solo questione di tempo. Giocando si migliora e se incontri avversari che hanno giocato meno di te inevitabilmente hai la meglio.
Infine è merito degli “scacchi” in senso lato. Il merito di noi “grandi” (io e Silvano Bortolotti che gestiamo l’attività settimanale), è quello di offrire un’ attività appassionante che ha un risvolto formativo importante sul carattere e su tante abilità trasversali applicabili nello studio e nella vita in generale.

Il presidente dell’ A.D. Scacchi Nettuno –Gardolo

Gianluigi Filosi

2 Comments»

  1. Nettuno Scacchi » Blog Archiv » Provinciali Under 16 2009

    30. April 2009 | 16:26 h

    […] Nettuno Giovani […]

  2. Renzo

    6. May 2009 | 17:51 h

    Il merito è soprattutto di voi “grandi” (non è riferito all’età) che con tanta passione seguite i ragazzi nell’attività settimanale. Il merito è quello di aver creato un gruppo così unito, capace di crescere grazie allo stimolo e al confronto con l’amico più bravo.
    Ancora grazie per averci regalato le emozioni che si possono provare vedendo un sorriso o qualche lacrima sul viso dei ragazzi (per una sconfitta, ma anche per una vittoria), con la certezza che questo percorso li aiuterà molto anche nella vita.
    Renzo

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